Curiosità sui viaggi aerei

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Viaggiare in aereo è ormai consuetudine di molti, anche per brevi tratte, ma quanto davvero ne sappiamo in merito? Ecco svelate le risposte a quasi tutti gli interrogativi che ci poniamo quando saliamo a bordo di un aereo:

Non usare il cellulare in volo:

le frequenze di un cellulare acceso possono disturbare le comunicazioni radio, ma non rappresentano un vero e proprio pericolo per il traffico aereo. Eppure le interferenze elettromagnetiche sono sempre possibili: un dispositivo con un difetto di fabbricazione o un difetto nei sistemi di schermatura dell’aereo potrebbero far sì che le onde emesse dai cellulari si sovrappongano ai segnali, fino a impedirne la ricezione da parte del pilota. Si tratta di eventi rari, ma la precauzione spinge le compagnie aeree a limitarne l’uso in volo. Anche la distanza del cellulare dalla cabina di comando può interferire. Negli aerei più grandi, la stanza per l’equipaggio che si trova tra i piloti e passeggeri ,contribuisce a schermare i segnali degli smartphone.

Finestrini bucati:

ci chiediamo a cosa serve il forellino posto in basso al finestrino? Si tratta del foro di respirazione e serve e gestire al meglio la differenza di pressione che si verifica tra l’interno e l’esterno dell’aereo, impedendo la sua rottura. Insomma, una funzione piuttosto importante. Altra piccola curiosità, il vetro interno è di plastica, mentre quello esterno è in vetro, e la forma ovale contrasta al meglio la forza di decompressione ed evita la formazione di crepe negli angoli.

Posizione finestrini:

perché non sono quasi mai allineati ai sedili? Per una ragione economica: quando le compagnie aeree ordinano un nuovo apparecchio, nella fusoliera ci sono già i finestrini nella loro disposizione standard. L’interno (e quindi il numero di sedili) viene scelto dalla compagnia che, tentando di sfruttare tutto lo spazio disponibile, inserisce il più alto numero possibile di posti togliendo pochi, ma preziosi, centimetri ad ogni poltrona. Da qui il non allineamento con gli oblò e la ristrettezza delle poltrone.

Schienali dritti e tavolini chiusi:

ragioni di sicurezza impongono di avere lo schienale diritto e il tavolino chiuso al momento del decollo o dell’atterraggio, le due fasi più rischiose durante un volo, e in caso di evacuazione, lo schienale del sedile e il tavolino aperto potrebbero ostacolare il rapido allontanamento degli altri passeggeri

Maschere d’ossigeno:

se le maschere di ossigeno cadono verso il basso, abbiamo solo circa 15 minuti di ossigeno a disposizione, un tempo comunque più che sufficiente al pilota per portarci a una quota più bassa in cui è possibile respirare normalmente. Inoltre, se la maschera cade, va indossata subito: ad alta quota abbiamo più o meno 15-20 secondi prima di svenire.

Luci abbassate all’atterraggio:

è una prassi di sicurezza! In caso di evacuazione, i nostri occhi si sarebbero già adattati al buio, così saremmo in grado di vedere meglio una volta fuori.

Le scie degli aerei:

si tratta di fumi caldi di scarico prodotti dalla combustione del carburante che, a contatto con l’aria, si raffreddano e diventano vapore acqueo, lasciando per circa 50-100 metri scie bianche simile alle nuvole.

Cibo insapore e voglia di piangere in volo?

tutta colpa della mancanza d’ossigeno, poca umidità ed aria secca, e l’effetto disidratazione è in agguato. I dati non mentono: per ogni ora di volo il corpo perde 0,2 litri di acqua. Inoltre lo stress di volare, unito alla minor quantità di ossigeno a bordo e alla conseguente ipossia nel corpo provoca delle alterazioni dell’umore.

Overbooking

capita che le compagnie aeree vendano più biglietti di quanti posti hanno sull’aereo, pratica chiamata overbooking. Lo fanno per ottimizzare i costi del volo, confortate dalle statistiche che gli dicono che un passeggero su 10 in media rinuncerà al viaggio. Quando questo non si verifica, c’è il rischio che qualche passeggero non venga fatto salire a bordo. Nel caso specifico, il Regolamento CE 261/04 prevede delle tutele per i passeggeri che ne sono stati vittima. In caso di overbooking infatti si ha diritto al risarcimento indicato dal Regolamento CE 261/04 ed eventualmente (in caso si decida di non utilizzare un imbarco alternativo) anche al rimborso del biglietto.

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