Top e flop di Tap Portugal

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La chiusura dell’anno 2019 segna degli ottimi risultati per la storica compagnia aerea di bandiera portoghese Tap Portugal ma, come sempre, dei pessimi dati in merito a ritardi e cancellazioni dei voli.

Analizzando i dati del trasporto passeggeri, si apprezza un incremento di 1,29 milioni di persone trasportate in più rispetto al 2018, per un totale di 17,05 milioni: un incremento sul traffico aereo dell’8,2 % rispetto all’anno prima.

Un grosso segnale positivo che trae origine certamente dalla decisione, risalente a metà giugno 2019, di far entrare l’aeroporto Capodichino di Napoli nella rete aeroportuale italiana servita dalla Tap Portugal. Il vettore portoghese collega infatti la città napoletana al suo hub principale Lisbona Portela, intensificando le tratte a medio e lungo raggio principalmente per Stati Uniti e Africa. All’aeroporto partenopeo si aggiungono Roma, Milano, Bologna, Venezia e Firenze con voli a cadenza giornaliera diretti sempre a Lisbona, consolidando la capitale del Portogallo scalo fondamentale degli itinerari di viaggio intercontinentali.

Nell’anno passato, inoltre, Tap Portugal aveva inaugurato nuove mete: Washington, Chicago, Banjul, Tenerife e San Francisco, con un occhio di riguardo al continente africano in particolare a Conakry con tre collegamenti settimanali.

La compagnia occupa inoltre un mediano 13esimo posto nella lista delle venti compagnie aeree più sicure al mondo per viaggiare nel 2020. Un ottimo risultato tenuto conto che la classifica viene elaborata sulla base di molteplici fattori quali i controlli, la formazione degli aviatori, l’eventuale storico di incidenti gravi e gli ammodernamenti strutturali della flotta in tema di sicurezza.

L’ottima conduzione della compagnia in tema di sicurezza si macchia, però, in tema di diritti dei passeggeri, molto spesso violati. La piaga di ritardi, cancellazioni e overbooking firmata Tap Portugal, è contrassegnata in media dal 43,13% dei voli in ritardo, per i quali è possibile, attraverso Rimborso Volo Italia, ottenere un risarcimento fino a € 600 per passeggero.

Addentrandoci nell’analisi dei primi dati di volo del 2020, nel mese di gennaio sono già stati cancellati 103 voli e 3230 hanno subito ritardo. Usuale per la compagnia anche la pratica del “negato imbarco” nei confronti dei passeggeri, ovverosia, nonostante la regolare prenotazione e possesso del biglietto aereo, al gate d’imbarco viene impedito al passeggero l’accesso sul velivolo a causa di posti a sedere minori rispetto alle prenotazioni. Un cattivo uso, che deriva spesso da una strategia di marketing della compagnia che porta a vendere biglietti in più rispetto ai posti effettivamente disponibili. Si tratta di una circostanza che non rientra nelle cause definite “eccezionali” che esonerano le compagnie al pagamento della compensazione pecuniaria: il passeggero avrà diritto anche in caso di overbooking a ricevere un risarcimento che varia a seconda della tratta di viaggio.

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