Tutta colpa del maltempo?

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È accaduto nei giorni scorsi che un volo Ryanair in partenza da Perugia e diretto all’aeroporto Fontanarossa di Catania, è stato cancellato dopo che il velivolo, proveniente a sua volta dalla città siciliana è stato impossibilitato ad atterrare a Perugia. In un contesto di rientro dal breve ponte festivo di Ognissanti, capiamo quanto possa essere sconvolgente l’annuncio di un volo cancellato. Forti i disagi che più di 150 passeggeri hanno dovuto subire in questa situazione, sperando di poter raggiungere quanto prima la destinazione prevista. Alcuni passeggeri hanno deciso di accettare la proposta avanzata dalla compagnia ovvero  di passare la notte in albergo, mentre molti altri hanno dovuto affrontare lunghe ore di viaggio in autobus alla volta di Catania, unica soluzione per arrivarci il prima possibile. Questo può essere uno dei tanti racconti di viaggio che ascoltiamo da passeggeri arrabbiati che rivendicano risarcimenti e tutela dei diritti del passeggero. La cancellazione di un volo, infatti, per quanto possa rivelarsi un dramma, è regolamentata da una precisa normativa europea CE 261/2004 a tutela del viaggiatore che potrà scegliere tra:
  • rimborso del costo del biglietto;
  • imbarco su un volo alternativo il prima possibile, sempre tenendo conto dell’operatività dei voli della compagnia stessa;
  • imbarco su un volo alternativo in un’altra data più comoda per il passeggero;
Al passeggero va anche garantita assistenza:
  • somministrazione di pasti e bevande in relazione all’attesa in aeroporto;
  • eventuale trasferimento dall’aeroporto al luogo in cui sarà previsto un eventuale alloggio;
  • pernottamento in strutture ricettive, sempre laddove vi sia la necessità legata al volo cancellato.
Inoltre, quando la Compagnia Aerea non prova che la cancellazione del volo sia stata causata da circostanze eccezionali come maltempo, scioperi e situazioni improvvise e imprevedibili che mettono in condizioni di scarsa sicurezza i passeggeri, si ha diritto anche alla compensazione pecuniaria  che può variare da € 250,00 ad € 600,00, a seconda della tratta aerea e dalla distanza chilometrica, oltre alle eventuali spese sostenute dal passeggero a causa della cancellazione o del ritardo. Il maltempo però può influenzare davvero così pesantemente l’andamento dei voli a discapito dei viaggiatori? Le compagnie aeree frequentemente utilizzano la “condizione di meteo sfavorevole” come una buona scusa per eludere l’obbligo di corrispondere la compensazione pecuniaria ai propri passeggeri. A onor del vero, ogni specifica situazione  dovrebbe essere discutibile, e non sempre bisogna “fare di tutta l’erba un fascio”. In caso di pioggia ad esempio, questa potrebbe creare dei disguidi, ma è inverosimile che causi la cancellazione di un volo, a meno che si tratti di un vero e proprio temporale. Molto più articolata è, invece, la questione vento: in caso di forti raffiche di vento molteplici sono i fattori che entrano in gioco nel determinare la possibilità o meno di partire, da qui la probabilità di un volo cancellato. Andranno necessariamente considerante tutte le variabili per la risoluzione del problema, come Rimborso Volo Italia fa da anni, che analizza il caso in questione, ed effettua per il  passeggero vittima di disagio, una consulenza gratuita, verificando tutti i requisiti idonei alla richiesta di risarcimento.

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